Generatore
Genera il tuo sollecito di pagamento. Senza mandarci niente.
Compila i dati della fattura scaduta: il testo si scrive mentre scrivi tu. Il nome del cliente, il numero della fattura e l'importo restano nel tuo browser e non partono da questa pagina.
Come lo chiami tu: «Studio Bianchi», «Marco Bianchi».
Facoltativa. Se c'è, il messaggio saluta lei.
Con un privato il testo fermo è più prudente: non richiama i solleciti precedenti.
Come lo scrive il gestionale: «2026/128».
In euro, IVA inclusa: 1.234,56.
Cortese la prima volta, professionale dopo una settimana, fermo prima di decidere che fare.
Il tuo nome, o nome e studio.
Il tuo sollecito
Il testo compare qui mentre compili, e non va da nessuna parte finché non lo copi.
Manca ancora: il nome del cliente, il numero della fattura, l'importo, la scadenza, la firma.
Una fattura alla volta. Se il tuo cliente ne ha tre aperte, il sollecito le elenca tutte con il totale: quello lo fa il prodotto, che sa quali sono ancora da incassare oggi.
Un sollecito dice tre cose. Poi si ferma.
Quale fattura, quanto, cosa fare adesso. Le scuse per il disturbo, la spiegazione del momento difficile e la minaccia velata in fondo abbassano le probabilità che ti paghino. Il testo qui sopra è costruito così, e porta sempre la riga che ti evita la figuraccia del bonifico partito ieri.
La struttura completa, con gli oggetti che funzionano e quelli che fanno danno, sta in come si scrive un sollecito di pagamento.
Il tono non è una sfumatura. È il momento.
Cortese pochi giorni dopo la scadenza: dà per scontata la dimenticanza e si offre di rimandare la fattura. Professionale una settimana dopo, se il primo non ha avuto risposta: chiede una data. Fermo prima di decidere che fare: chiede una data certa e dice che senza risposta valuterai i passi successivi. Cambia la tendina e guarda cosa succede al testo.
I tre affiancati, con i casi in cui usarli, stanno in modelli di sollecito; su quanto aspettare fra uno e l'altro abbiamo scritto dopo quanti giorni si manda il secondo.
Gli interessi non stanno nel testo. Ti spettano lo stesso.
Fra imprese e professionisti gli interessi di mora decorrono dal giorno dopo la scadenza, senza che tu debba chiederli e senza costituzione in mora: lo dice l'art. 4 del D.Lgs. 231/2002. Il tasso è quello di riferimento BCE aumentato di otto punti (art. 5) e cambia ogni sei mesi, quindi non lo trovi scritto qui. Ci sono anche 40 euro di risarcimento forfettario per i costi di recupero, art. 6, che non vanno provati.
Il generatore non li mette nel testo, ed è voluto: dentro un promemoria una richiesta di interessi arriva come una minaccia, e il diritto resta comunque tuo. Come si calcolano e quando conviene chiederli: interessi di mora, quanto puoi chiedere davvero.
Nessun dato esce da questa pagina.
Il modulo qui sopra non invia niente: non c'è un pulsante che manda, non c'è una chiamata al nostro server, e il testo lo compone il browser mentre scrivi. Chiudi la scheda e non resta niente — nemmeno da noi, che non abbiamo mai visto la fattura. Il sito non usa analitiche e non installa cookie, come dichiara l'informativa privacy.
I testi sono gli stessi da cui parte PagaCerto quando manda un sollecito per conto di chi lo usa: non esempi scritti per questa pagina. Due cose, nel prodotto, le decide la pratica. I giorni entro cui il testo fermo chiede un riscontro qui sono sette; là li decide la sequenza, e la Sequenza standard ne dà ventiquattro.
E ogni sollecito che parte da PagaCerto chiude con un blocco che dice chi scrive — ragione sociale, partita IVA, sede e registro imprese per le società — che qui non c'è, perché quei dati non li abbiamo. Se mandi questo testo a mano e sei una società, l'art. 2250 del Codice civile ti riguarda lo stesso: quelle informazioni vanno nella tua email.
Questo è il primo. Il problema è il terzo.
Il primo sollecito lo generi qui in un minuto. Poi passa una settimana, e bisogna ricordarsi chi non ha ancora risposto, chi nel frattempo ha pagato e a chi tocca il tono successivo. PagaCerto tiene il conto e ti mostra che cosa parte, a chi e quando, prima che parta. Il piano Free non scade e non chiede una carta: 5 fatture attive alla volta.